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Capitolo10: 001

Quella notte vide i cinque cavalieri attraversare la pianura di Orian come cinque spettri ignorati da tutti. Sembro quasi che le guardie fossero misteriosamente state avvertite di non farsi vedere, perché non videro nessuna di esse, nessun drappello che ispezionasse la pianura, laddove semplicemente i pattugliamenti erano stati sospesi per non terrorizzare la selvaggina.

La luna giunta alla sua prima metà crescente illuminava loro la strada insieme a poche sporadiche stelle, trasformando la zona in una versione in tonalità di grigi che toglieva vita all’ambiente. L’erba, le foglie, le pietre, loro stessi. Tutto appariva loro quale un insieme di grigi freddi e distanti, cose separati da vaste distese di tempo congelati in esso. In quella calma quasi innaturale, i cavali si dimostrarono come i loro alleati più preziosi, intuendo le necessità di fretta di coloro che sulla loro forza e velocità stavano facendo affidamento.

Kran da sempre era al fianco di Elisabeth, un animale che quasi mai era stato spinto a dare il massimo di se laddove mai la sua padrona né aveva avuto necessità, preferendo le passeggiate in compagnia della giumenta, quella notte fece onore al suo nome che si voleva riferito a Kranel, il cavallo che trainava il mondo attraverso il tempo, facendolo scorrere sul mondo stesso. La giumenta si dimostro pari se non superiore ai colleghi, allenati da anni di servizio nel trasportare persone da un capo all’altro del paese come cavalli in affitto, nel mantenere il loro stesso ritmo, quando non lo superava nei loro momenti di stanchezza.

Poche furono le pause che si concessero nell’attraversare quella pianura apparentemente sconfinata, giungendo al lato nord della stessa poco dopo mezzanotte, mentre le montagne erano corse loro incontro alla stessa velocità dei cavalli, crescendo fino a coprire l’orizzonte come una coltre invalicabile nell’oscurità. Un impressione dovuta al buio. Né erano coscienti, poiché Le cosiddette Lame di Ghiaccio che separavano quelle terre dalle Terre Ignote si trovavano a centinaia di chilometri più a nord rispetto alla loro posizione. E nemmeno loro si erano rivelati invalicabili. Lo stesso Bred le aveva attraversate ben due volte, all’inizio del proprio viaggio quando aveva lasciato il proprio paese oltre un anno prima.

Solo allora Erik fece fermare il proprio destriero osservando la zona. Ogni avvalonamento gli sembrava uguale a quello accanto, simile e diverso, ma mai uguale a quello da lui ricercato. Silenziosamente, il giovane innalzo una preghiera a MadreLuna perché trovasse il posto, prima di tornare ad osservare la zona, scotendo la testa sconsolato.

“Se non è qui, la cerchiamo altrove.” Dichiaro Mara tranquillamente.

“Forse non è una buona idea…” intervenne Bred, osservando la zona. “Di sicuro quei figli di serpe devono essersi piazzati ormai. Se è cosi, la presenza di estranei gli potrebbe innervosire al punto di fargli scattare prima del tempo.” Commento. “Ci ho riflettuto mentre venivamo qui… E credo che dovremo aspettare il giorno.” Disse il guerriero, attirandosi occhiatacce da Mara, ma fregandosene. Era quello con la maggiore esperienza militare. Toccava a lui fornire loro una strategia.

“Cosi perderemo tempo prezioso!” dichiaro Mara, senza particolare tono nella voce, quasi lei stessa stesse valutando l’opportunità di una pausa, dando una pacca al colo della propria cavalcatura, che riprendeva respiro, felice egli stesso di quella pausa imprevista.

“Non siamo sensati affrontargli prima di domani, basandoci sulla visione.” Bred stava metodicamente analizzando ogni depressione del terreno che entrasse nel proprio campo visivo. “Dunque, andargli a stuzzicare non è una buona idea… Passatemi la mappa!” il nano porse la mano in modo vago, non ricordandosi chi l’aveva intascata dopo l’incontro con Keronte. Ricevendola da Erik, il guerriero la aprì osservandola alla luce della luna, strizzando gli occhi per leggerla. Non era l’ideale, ma studiarla prima di vedere la zona non gli sarebbe stato di aiuto. Ogni tanto, il nano rialzava lo sguardo sulla zona, confrontandola con la mappa. *Chi ha fatto questa mappa non ha fatto un gran lavoro!* penso tra se. Non era giusto da parte sua, giacché la stava consultando al buio, non scorgendo il lavoro compiuto dal cartografo, ma bastava per i suoi intenti. “L’imboscata è più ad est!” annuncio infine, ripiegando la mappa, prima di restituirla ad Erik.

“Come fai a dirlo?” volle sapere la danzatrice, mentre Elisabeth osservava in quella direzione. Davanti ai suoi occhi, la scena dello scontro e delle morti si era parato come un oscuro incubo. Sapeva dal resoconto di Erik che sarebbe stato una bella giornata, ma nella sua immaginazione, il cielo era pieno di nuvole nere e rosse, come il fumo sputato da un vulcano. Una scena da incubo.

“Perché il corso d’acqua che abbiamo superato alcuni minuti fa forma una perfetta delimitazione dei territori di caccia. Ci sono praticamente in tutta la pianura. Questo significa che siamo vicino al limite della zona che l’imperatore percorrerà. Il nobile che si troverà nella zona di caccia che abbiamo appena attraversato sarebbe troppo vicino. Potrebbe cercare di venire in aiuto del suo signore se l’agguato fosse troppo vicino.” Spiego Bred, mentre riprendeva ad osservare la zona, in cerca di un posto in cui avrebbero potuto sostare loro.

“Questo sempre che gli uomini lucertola…” Elisabeth sì interrupe, realizzando il sottinteso. “Pensi che qualcuno fornisca loro delle informazioni, vero?” la ragazza non sembrava né offesa, né sconvolta, ma solo triste all’idea. Un altro tradimento.

“Non possiamo escluderlo, purtroppo. Se sono penetrati all’interno della barriera che hanno innalzato qua intorno… bhe… informazioni devono averle per forza di cose…” dovete commentare Bred, mentre avviava tranquillamente il proprio cavallo verso una macchia di alberi dal tronco lucido come argento sotto al luce della notte.

La guaritrice non disse niente. Non aveva niente da aggiungere. Accendere un fuoco era fuori discussione. Ci sarebbe stato poche differenze tra l’andare dagli uomini lucertola ed accendere un fuoco. Avrebbe segnalato la loro presenza. Tokran fu sul punto di ripartire in avanscoperta, prima di venire fermato da Mara. “Hai bisogno di riposo!” dichiaro lei, quasi perentoria. “La visione di Erik non gli ha mostrato tutto lo scontro. Non sappiamo quanta fatica potremo fare.” Dichiaro lei.

Di malavoglia, il lupo mannaro dovete accettare tale stato di fatti, andando a coricarsi leggermente distante da loro, coprendosi con una coperta. Bred lascio tutti loro addormentarsi prendendosi il primo turno di guardia. Il nano, per quanto sapeva pericoloso fosse, tenne spesso gli occhi chiusi, mentre cercava di immaginarsi al battaglia, creando nella propria mente una serie di schemi militari, tanto complicati quanto inutili.

Lui era un guerriero addestrato a muoversi con altri come lui, ma non era cosi per gli altri. *Devo trovare qualcosa di più semplice! Qualcosa che possa funzionare per noi…* dalla visione sapeva che lui e Tokran si sarebbero buttati nella mischia mentre Erik avrebbe bersagliato da lontano. Era semplice, ma non sapeva che cosa avrebbero fatto le due donne. Bred si arrovello il cervello nel cercare uno schema finché la danzatrice non si sveglio per dargli il cambio, costringendo anche lui ad andare a riposarsi. Il nano si addormento ad una velocità che avrebbe sorpreso anche lui, se avesse potuto rifletterci sul momento, lasciandolo sprofondare in un sonno tranquillo.

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