Solo quando Bred gli si sedete accanto, dopo avere portato la legna che aveva stimato necessario per la notte, lei si riscosse guardandosi in giro, per vedere dove forse finita Mara. La donna non si era allontanata molto, ma stava fissando il buio intorno a loro, come persa in alcuni ricordi. “Perché ha detto che avevamo qualche minuto per parlare?” chiese, poi, più a se stessa che al nano.
Questo si guardo intorno per un momento, prima che Elisabeth gli indicasse la danzatrice e se stessa. “Oh, probabilmente perché ha previsto che tra poco ci sarà un’altra discussione. È da quando siamo partiti dal campo di tuo padre che brucia ad Erik di parlare con Tokran…” dichiaro il guerriero, mentre estraeva dalla bisacia una pietra per affilare la lama dalla sua ascia. “Ed ammetto di essere curioso anch’io sulle origini della sua armatura. È un artefatto di squisita fattura, ma sono sicuro che non sia stata fatta dai nani… o almeno non solo da loro, se sono intervenuti nella sua creazione…” aggiunse, mentre con movimenti precisi dettati dall’esperienza, muoveva la pietra lungo il filo d’acciaio dell’arma.
La rossa si volse a fissare i due. Erik che fissava il demone lupo, e questo che lo ignorava in modo del tutto studiato. “Perché non gli dice semplicemente quello che vuole sapere?” chiese la donna.
“Non è uno che ami particolarmente l’arte della conversazione.” Replico Bred con un alzata di spalle, quasi indifferente. “Ogni uno ha i suoi difetti ed i suoi pregi.” Aggiunse un attimo dopo.
La cena che segui si svolse in un agghiacciante silenzio, mentre Erik cercava come iniziare il discorso, Tokran come evitarlo e gli altri tre, che i primi si decidessero in un modo o nell’altro. Alla fine, stufo di quella situazione, fu proprio il nano a parlare. “Vogliamo continuare sto giochino ancora al lungo oppure vi decidete?”
Il demone lo guardo male, mentre Erik sospiro di sollievo perché aveva messo i piedi nel piatto per lui. “Tokran, per favore! Da dove arriva quest’armatura e cosa può fare?” chiese il giovane, indicandola posando la destra sul proprio petto.
“Ad entrambe le domande al risposta è la stessa!” replico il lupo mannaro. “Non lo so!” dichiaro laconico, mentre sistemava le coperte, come se stesse per andare a dormire.
“Ma… Mastro Connery…” tento Erik, dopo un momento di sbigottimento.
“Mastro Connery ha detto che conosco una parte della sua storia, non che la conosco per intera!” replico il demone, seccato. “Questo non vuole dire che né conosca le origini o tutte le capacità…” spiego poi, laconico.
“Allora dicci quello che sai.” Sospiro Mara, con evidenza.
Tokran sospiro, sedendosi ed incrociando le gambe. “D’accordo, ma evitate le interruzione…” fece, prima di andare indietro con la memoria. “Gli eventi a cui farò riferimento sono occorsi circa quattrocento venti, quattrocento trenta anni fa. Allora Connery era più giovane di adesso, per certi versi più vivace di adesso, ma anche più acido di adesso… almeno sotto alcuni aspetti del suo carattere. Era già un gran calcolatore…” aggiunse, lanciando uno sguardo all’indirizzo di Mara, come a dirgli di non prendersela, se erano finiti a fare quello che voleva il vecchio guaritore.
Lei non diede segno di reazione, mentre Tokran riprendeva. “Comunque, durante un viaggio si ritrovo ad incontrare altri tre individui. Eran Cliver Steawod, uno spadaccino. Ayasha Sahamzadin, un amazzone. Mik’hud, lo scriba. Non mi è mai stato spiegato in modo chiaro come i quattro si ritrovarono nello stesso posto, ma suppongo fu un po’ un caso, come per noi.” Disse, anche se poco convinto. “Eran era la luna crescente, come te.” Aggiunse all’indirizzo di Erik. “Ebbe la visione di un globo di metallo e legno che veniva usato per rinforzare alcuni arti negromantiche. Ciò che veniva evocato in quel modo, veniva poi scagliato contro le fate del lago del sole…” il demone sollevo una mano a volere impedire qualsiasi domanda in proposito del luogo. “No, non so dove si trova quel lago!” taglio corto.
“Era solo per dare un accenno del suo compito. Trovare e distruggere tale artefatto, o almeno cosi sembro, poiché si rivelo anche un ottimo mezzo per distruggere le stesse arti negromantiche che attraverso di esso erano stati evocati.” Si sforzo di aggiungere per completezza. “Comunque, se quello era il suo compito, in cambio doveva ricevere un premio. Quel premio fu quell’armatura!” dichiaro infine il demone lupo, prima di tacere. Non era certo al storia completa, ma quella si dipanava su quasi dieci anni. Troppo decisamente per i suoi gusti in materia di racconti.
“Erano i prescelti di Madreluna che parteciparono alla Battaglia dei Draghi allora…” commento Bred soprapensiero, mentre cercava di riportare alla mente le storie che il padre aveva sentito a sua volta da suo nonno, che aveva lui stesso partecipato a quella battaglia.
“Si, erano loro!” confermo Tokran, guardando le proprie coperte, come a decidere in che senso si sarebbe sdraiato, trattenendosi dal girare su se stesso in modo canino.
Erik scosse la testa come a volere cacciare indietro quelle informazioni. “E cosa può fare quest’armatura, che tu sappia?” domando. Voleva sapere, poiché aveva l’impressione che quel tassello forse importante, che né sarebbe potuto dipendere al propria vita, ma soprattutto che ora queste cose erano parte della sua vita e nel non conoscerle, forse privato ulteriormente di una parte importante di se stesso.
Tokran sollevo gli occhi verso di lui. “Difficile dirlo. Può rendere invisibile, ma questo lo sai già. È più resistente di qualsiasi normale armatura, sembra che potenzi l’abilità arcana, e che la cosa abbia effetti anche difensivi, ma non né sono sicuro…” disse, prima di sdraiarsi, segno che proprio non aveva intenzione di continuare ancora al lungo quella conversazione.
“Eh?” Erik non riuscì ad uscirsene con un espressione interrogativa migliore, ma non ricevete risposta da Tokran che fece per girarsi dall’altra parte chiudendo il discorso.




E nessuno si è stupito della longevita del maestro guaritore? :O
Miiii… devo recuperare un sacco!!!
Domani prometto che mi metto in pari!
Sei tornato!
‘ntornato!
Eheheh! Si, ho avuto un pochino di tempo…
Sono quasi in pari…
Alla faccia dell’età per Mastro “sono troppo vecchio per queste stronzate” Connery! @.@