Il mondo, il suo mondo, stava andando in malora. Come poteva essere accaduto? Prima era stata avvelenata da suo padre, o almeno per ordine dello stesso, con lo scopo di eliminare un gruppo di persone straniere che avevano per colpa di essere riusciti a compiere un’impresa meritevole. Avevano ucciso un’idra. Merito che il padre voleva per se, per partecipare alla Caccia di Primavera, evento mondano più importante dell’impero per coloro che avevano un qualsiasi voglia titolo. Questo all’ulteriore scopo di poterla proporre in sposa al Duca MacDall, un uomo crudele, che alcuni accusavano di essere l’assassino della precedente moglie, cosi da rafforzare il proprio titolo e potere. Si era vista in pochi minuti diventare Elisabeth la principessina del proprio padre, a mera merce politica dello stesso.
Aveva visto il suo stesso dimostrare non solo di essere sempre stato al corrente di tali intrighi, ma anche complice. L’aveva visto da figlio fedele ed obbediente, considerare l’idea di lasciare morire loro padre, alleandosi con gli stranieri che sarebbero dovuti morire per fare sì che il piano del padre si potesse concretizzare. Ed ora, quello stesso fratello gli stava chiedendo di diventarne a sua volta complice usando le abilità insegnatole dal Mastro guaritore Connery per impedire ai soldati di compiere il loro dovere nel proteggere il proprio signore. “Io…”
“Ha ragione il nano!” intervene Brian, fratello della stessa rossa fanciulla. “Ci saranno morti! Molti morti! I capitani hanno ordini molto precisi!” dichiaro il ragazzo, sostenendo quanto affermato da Bred poco prima. Se nessuno avesse trovato un’altra soluzione, i soldati sarebbero entrati, con l’ordine di uccidere chiunque non forse il conte MacLean stesso. Il che includeva anche i due ragazzi, gli stessi figli del conte.
Elisabeth scosse la testa. “Anche… anche se vi credessi… Io non posso. Non posso fare una cosa del genere! È… è troppo per me. Fare addormentare il dolore di un bambino che si è sbucciato il ginocchio non è la stessa cosa che…” lei mosse la mano in modo quasi a volere indicare il luogo ove si trovavano. “Non posso!” ribadì lei.
“Non è ciò che dice Mastro Connery!” commento Brian, lanciando un occhiata ora più nervosa all’indirizzo dell’ingresso della tenda. Non avevano proprio bisogno delle insicurezze della sorella in quel momento. “Sei solo insicura! È solo questo!” commento lui.
“Oh, scusa se mi devo vedere cadere addosso il mondo e le mie certezze, accettarlo come se niente forse! Poi, perché…” il tono della ragazza si era fatto aggressivo, come può capitare a qualcuno sul punto di cedere ad una vera a propria crisi di nervi. Anche se non forse stato vero quanto detto da suo fratello sugli ordini delle truppe era anche vero che sarebbero entrati e che ci sarebbe stato un combattimento e dei morti.
Mara s’interpose tra i due fratelli. “Non come se niente forse! Al contrario!” dichiaro lei. “Hai semplicemente l’occasione di scegliere come andranno le cose. Non è un dono che capita a molti nella loro vita e la maggioranza, vuoi per paura, per ignoranza o per semplice stupidità, semplicemente lo rifiutano.” Dichiaro la danzatrice, attirando nuovamente a se lo sguardo della ragazza, finche la stessa non fece resistenza a quel richiamo.
“Io… non ho quella forza…” tento di dire lei.
“Non ci credi nemmeno tu!” sbuffo Mara, mentre il richiamo dei capitani suonava, incitando i soldati ad estrarre le armi. “Anche ora mi fai resistenza, non mi guardi negli occhi laddove la mia volontà dovrebbe obbligarti a farlo!” aggiunse la donna del Sud in un ultimo tentativo, nella speranza di non dovere usare le proprie reali capacità. Non aveva nessun desiderio di ripetere e soprattutto spiegare ai compagni le parole riferite allo pseudo guaritore steso a terra.
Elisabeth chiuse gli occhi mentre due calde lacrime scendevano da essi, prima di congiungere le mani davanti al proprio petto. Mara afferro Bred e Brian pronunciando un’unica parola arcana di protezione, mentre dal corpo della nobile usciva una nuvola di puntini luminosi simili a lucciole, tanto brillanti da sembrare piccole stelle che ballavano intorno alla ragazza.
I soldati entrarono urlando nella tenda, facendo andare a pezzi la concentrazione della fanciulla e con essa tutto il potere che la stessa stava adoperando si libero prima del tempo, prima di potere essere realmente efficace. Nessuno dei soldati cadete a terra, addormentato. Il loro numero crebbe in pochi attimo, invadendo la tenda. Uno di loro fu addosso alla ragazza ancora prima che la stessa si rendesse conto di avere fallito, con la spada alzata per reciderne la vita come un contadino avrebbe reciso il grano maturo.
Fu una scena al rallentatore per Elisabeth. La spada che dall’alto calava, un lampo di metallo che s’intrometteva in quella mortale corsa, le scintille dello scontro tra due spade, prima che l’elsa della spada salvatrice si abbattesse sulla tempia del soldato aggressore. Solo quando il suo salvatore parlo, la fanciulla potete riconoscerlo. “Stai dietro di me!” gli ordino in fatti Erik, prima di deviare un affondo diretto al petto.
Non vi furono parole tra Mara Bred ed Erik, mentre si ritiravano verso il centro della tenda, insieme ad Elisabeth e lo stesso Brian che cercava di dissuadere gli uomini di suo padre dall’attaccare, senza successo alcuno. La sua stessa lama era già macchiata di sangue, cosi come l’ascia di Bred, mentre Mara perdeva sangue dal polso sinistro per una ferita che lei stessa si era inflitta, preparandosi a scatenare tutto il proprio potere.
“NOOO!” fece Elisabeth quando vide uno dei soldati alzare la propria arma per colpire uno degli avvelenati. Era giovane il soldato, con la spada tremante, probabilmente in prospettiva di togliere per la prima volta la vita a qualcuno, ma quando l’arma calo, fu un movimento secco e rapido quello che andò a cozzare contro un invisibile barriera.
La cosa non sfuggi a Mara. “Elisabeth! Se riesci a fare lo stesso per tutti noi, ci darebbe tempo…” commento la danzatrice. Aveva visto il braccio della ragazza alzato in direzione della vittima inconscia di ciò che stava per accadergli, la posizione delle ditta, il flusso di potere che dalla nobile si era esteso impedendo quello che era una morte certa.
“Uccideteli! Uccideteli tutti!” urlo la voce di uno dei capitani, prima che un’altra voce si alzasse sopra il fragore, come tuono. Un tuono capace di fare sussultare i soldati, di sorprendergli al punto di fare loro perdere la presa sulla propria arma.
“BASTA!” Un’unica semplice parola che fu seguita da un onda simile a quelle del mare, ma composta di luce, di pura luce bianca, che investi l’intero campo come uno tsunami incorporeo. Investiva ed attraversava gente e cose, passando oltre senza lasciare danni visibili, se non il fatto che tutti crollavano a terra. Crollavano dove si trovavano, con la mente rivolta a sogni piacevoli e riposanti, lontani dalle proprie armi o intenti omicida. Lontani dai capitani e dai loro ordini di morte. Lontani dal conte e dai suoi intrighi. Tutti insieme, tutti a dormire di un sogno profondo.
Tutti tranne alcune figure in una tenda, che si guardavano intorno stupiti, e forse un po’ intimoriti da un tale sfoggio di potere.
Quello che rimaneva dei lembi dell’ingresso della tenda venero scostati da Tokran. Sul suo volto non vi erano più tracce di sofferenza, o di malattia, ma un certo fastidio. “Avete un talento per ficcarvi nei posti peggiori! Non mi stupisco che Madreluna si sia rivolta a tutti noi…” commento il demone lupo, prima di scostare ulteriormente il tessuto per fare entrare un uomo dall’aspetto più anziano, seppure si ergesse con vitalità sulla scena.
“Mastro Connery!” fece Elisabeth, avviandosi verso di lui, fermandosi quando vide una goccia di sangue cadergli dal naso.
L’anziano guaritore notando al reazione della ragazza si passo una mano al naso. “Ehm… si.. forse ho esagerato un po’…” dichiaro il guaritore, mentre il suo colorito passava ad un grigio terreo. “Dovrei sedermi un istante…” aggiunse.




Potente il vecchietto!
Per un istante ho pensato fosse stato Tokran a fare quel macello… xD
WoW!!!!
Grandiosa scena!!!