Tanto Erik, quanto Bred e la stessa Mara furono costretti a ripetere anche più volte la loro avventura, omettendo accuratamente il fatto che Tokran forse un demone. Anzi, il cacciatore potete evitare cosi di fare riferimento alla sua ‘cavalcata’ extra. Alla fine dell’ennesimo narrazione, e con un certo fastidio, Mara chiese al conte di potersi ritirare. “Purtroppo, sento ancora la stanchezza di questi eventi. Capirà che non vi sia abituata. È ben diverso essere la figlia di un mercante o un avventuriera…” dichiaro con un inclino, che sperava convincente. Era da quand’era giunta in quel campo che aveva un impressione negativa. MacLean in particolare non gli piaceva.
“Ovvio, anzi, le chiedo io scusa per averle chiesto di intrattenerci cosi al lungo con una vicenda che non è stata per lei molto piacevole.” Replico il nobile con aria contrita. “Mi permetta solo un ultimo brindisi, solo uno!” chiese il nobile. “In onore vostro, della vostra bellezza…” dichiaro l’uomo, sicuramente abituato ad avere un certo accendente sulle donne, dovuto al suo ruolo, al suo fisico ed al suo carattere, ma che davanti alla danzatrice aveva ricevuto poco altro che sorrisi educati. “…alla scelta accurata fatta nel selezionare gli uomini della sua scorta…” fece alzando la voce perché tutti i presenti lo sentissero ed ascoltassero. “…ed ovviamente al valore degli stessi che hanno abbattuto l’essere che infestava quella palude.” Dichiaro il conte.
“Ma veramente, quello più pericoloso è ancora laggiù…” fece Erik, più a se stesso che altro. Solo le due persone più vicine a lui sentirono le sue parole, anche se lo sguardo di Mara diceva chiaramente che era meglio non parlare.
“Solo finche mio padre non andrà ad affrontarla…” commento la rossa nobile, voltando uno sguardo ammirata verso il padre, mentre dal lato opposto della sala, il fratello guardava il padre, quasi volesse fulminarlo con gli occhi.
“Un uomo coraggioso tuo padre, se sapendo a cosa va incontro, vuole lo stesso affrontare quel mostro. Io non voglio avere più niente a che fare con quell’essere…” commento il ragazzo, ma lady Elisabeth non lo stava nemmeno ascoltando.
Mara dal canto suo, mascherando il fastidio e la voglia di andarsene da quella tenda che gli stava ogni attimo più stretta, come avrebbe potuto esserlo una gabbia, non potete rifiutarsi. “Sarebbe sgarbato da parte mia, che sono un ospite rifiutarmi.” Fece, mentre i servi venero avanti con bottiglie di vino che erano state previste per l’ultimo brindisi.
Ad ogni convive vene riempito la coppa a nuovo. “Ma nooo! A questo brindisi voglio che ogni presente partecipi!” dichiaro il nobile, vedendo i servi piazzarsi nuovamente in attesa. La cosa vene approvata da Bred con un segno del capo, cosi come dalla figlia del conte, mentre il figlio fulminava ancora di più il padre. Mara, invece, si trovo a mettersi in allarme per quell’invito improbabile. Anche i servi furono titubanti, ma dato che il conte ordinava, ogni uno di loro prese a sua volta una coppa di vino. Alcuni anche godendosi l’idea di assaggiare quel pregiato vino, che solitamente veniva bevuto solo dai nobili, dai cavalieri, o dai servi di alto rango, quando rimaneva qualcosa in fondo alla bottiglia. Cioè, quasi mai.
Il conte, alzatosi di tutta la sua altezza, porto in alto la propria coppa d’oro. “Alla salute di tutti coloro quali il coraggio permette di affrontare le difficoltà ed il pericolo!” dichiaro, prima di svuotare la propria coppa, imitato immediatamente da tutti, tranne che da Mara. La donna porto solo la coppa vicina alle proprie labbra, annusando il profumo del suo contenuto, come in preparazione di quanto stava per gustare. Solo che non completo mai il movimento. Avrebbe voluto avvertire anche i due compagni, ma vide che era troppo tardi, cosi tacque, mentre il suoi scuri occhi passavano sull’assemblea, illuminati da alcuni bracieri. Solo al momento in cui incontrarono quelli del figlio del conte vi fu un istante di pericolo. Il giovane capi all’istante che lei non aveva bevuto, mentre lui l’aveva fatto, dovendo mostrare l’esempio a coloro che al suo tavolo sedevano. Mara si concesse un sorriso selvatico e quasi crudele, prima che il ragazzo, dopo uno sguardo di preoccupazione all’indirizzo della sorella, stramazzasse sul tavolo, anticipato dal conte stesso, e seguito poi a ruota da tutti gli altri presenti.
Tutti tranne uno. Colei che non aveva bevuto. La danzatrice si guardo intorno, con aria pensierosa. *Avrò fatto la cosa giusta?* si chiese, guardando la propria coppa, ancora piena, prima di buttarne a terra il contenuto. Aveva taciuto quando aveva sentito il profumo del vino speziato. Erano spezie che lei conosceva, che gli erano state insegnate da bambina. Come riconoscerle e come usarle.




Anticipato dal conte?
Che sta tramando quest uomo? O si tratta di un attacco contro di lui?
Domani posta, che la cosa si fa interessante!
Ci vizi… ed al tempo stesso ci rovini lasciandoci in sospeso così!!!! O.o