Capitolo3: 012
Maggio 11, 2008 di palakin
Quale effetto ebbero successivamente quei simboli misteriosi sul resto del viaggio, impossibile dirlo, ma da lì ad un ora, i viaggiatori si trovarono finalmente davanti l’uscita dalla palude. La stessa dava direttamente su dei campi coltivati, mentre l’acquitrino veniva tenuto confinato da argini di legna, pietre, malta e terra, formando una netta frontiera tra quella terra impropria alla vita umana e quei campi. La stessa luce del pomeriggio sembro dotata di maggiori colori, mentre in lontananza si poteva finalmente vedere un centro abitato.
“Speriamo abbino un guaritore…” fece Bred spingendo la sua montatura e quella che portava Tokran in avanti, su quella strada. Il gruppo riparti cosi di buona lena, vedendo finalmente la fine di quella interminabile giornata.
Erik si perse un po’ indietro ad osservare quei campi, organizzati con precisione. Quadrati perfetti, ed in ogni uno di essi una cultura diversa dal campo vicino. Non c’erano molti campi dalle sue parti, solo quelli indispensabili per non dovere fare arrivare troppa roba da Crezan. Un paio di frutteti, dei campi per gli ortaggi, ma già le patate le facevano venire, cosi come la farina. Lì non era cosi. Erano in piena pianura, ed i campi si estendevano a perdita d’occhio in ogni direzione, ad esclusione di quella della palude.
Il giovane lancio un occhiata in cielo, per avere un idea dell’ora. *Strano! Siamo appena a metà pomeriggio eppure non c’è nessuno nei campi…* Prima di partire in paranoia, Erik diede un occhiata agli altri due, ma non sembravano badare ai campi, cosi anche lui accantono la cosa. In fondo, desiderava in modo quasi disperato un letto, o per lo meno di potere scendere da quel dannato cavallo.
Un corno si fece nuovamente sentire, questa volta molto più vicino. “Proviene dal villaggio vero?” chiese Erik, mentre Bred rallentava. Mara ci mise un po’ ad accorgersene, fermandosi ad aspettargli.
“Si…” commento il nano osservando meglio l’insieme di costruzioni che si trovavano ancora ad un paio di chilometri davanti a loro.
“E?” chiese Mara, scostante. Anche lei non vedeva l’ora di mangiare e mettersi al letto.
“E quello era un corno di guerrieri, non di caccia…” commento il nano, fermando il suo cavallo e quello del demone.
“Questo l’ho sentito anch’io!” sbotto lei. “Cosi come riesco a capire che quello era per segnalare il cambio della guardia!” aggiunse, ancora più scostante di prima.
“E non ti sembra un pochino troppo per un piccolo villaggio rurale? Quella non sembra certo una piazzaforte!” replico Bred caustico.
“Ci sono tende a Nord del villaggio.” Intervene Erik, indicando quella che per loro sembrava al destra dell’agglomerato di case, con una sola piccola torre, legata al tempio che si trovava nel cuore del villaggio.
“Pratico essere alto.” Sbuffo il nano che non le vedeva.
“Non credo sia una questione di altezza… Neanch’io le vedo…” commento Mara, guardando verso il cacciatore.
“Dieci tende per lato, con una centrale più grande su qui sventolano dei vessilli oro e verde…” rispose Erik, con un alzata di spalle. Per un cacciatore i sensi erano una cosa fondamentale. Erano i suoi strumenti tanto quanto il suo arco, se non forse di più.
“Accampamento militare!” confermo Bred. “Per lo meno, ora sappiamo che un guaritore lo avranno se c’è un signore con loro…” puntualizzo il nano, lanciando uno sguardo verso Tokran, che praticamente gli cadete addosso. “Ehi! Non ci mollare adesso ragazzone!” sbotto il guerriero, raddrizzandolo, ma ormai era svenuto del tutto e ricadete in direzione del cacciatore, costringendoli a rimetterlo sdraiato di pancia sulla schiena del cavallo.
“Vado avanti!” commento il nano. “Mara! Se ci fanno domande, sei la figlia di un mercante, e noi siamo la tua scorta!” fece, allontanandosi. Non aveva nessuna voglia di dovere dare spiegazioni sulle visioni di Madreluna. Già lui stesso continuava ad essere dubbioso su quello che aveva visto quella notte.
La donna non fece commenti, mentre rimpiazzava Bred affianco del demone. Anche a quel pensiero, non potete che essere d’accordo. Non era il caso di dire in giro che il loro compagno era un demone. Lo stesso Bred non aveva la massima fiducia in Tokran. “Andiamo!” commento lei, lanciando uno sguardo verso il cacciatore, come a valutarne lo stato. Ed il giudizio non era dei migliori. Si reggeva a malapena in sella anche lui. “Non sei stato morso anche tu, vero?” Il cacciatore scosse la testa in segno di diniego. Le zanne dell’idra non si erano nemmeno avvicinate alla sua persona. Il vantaggio di essere un cacciatore era di potere combattere a distanza.

Umpf… e così non ci hai detto cosa han fatto le rune di preciso!
Ora vediamo che esercito è, e che trattamento riserverà ai nostri…
Si diverte a tenerci sulle spine!

Antipaticossissimo!!!
p.s. Quanto saranno brutti gli avatar di default messi da wordpress?
Sono di default??? Mi stavo giusto chiedendo chi fosse il genio del male ad averli elaborati!