Il baio che Tokran usava di solito sembro gradire il cambio di cavaliere, perché nelle successive ore non fece bizze, né scarti di alcun genere, mentre Erik, in silenzio, soffriva per lo stato in cui muscoli e natiche venivano ridotti da quel viaggio. La sera scese di lì a tre ore, e con essa il freddo della sera riporto i vapori della palude a terra, rendendo l’aria pesante ed irrespirabile. Il suono degli zoccoli divento apparentemente l’unico suono del mondo, cosi come la massa di oscurità rappresentata dalla vegetazione che gli circondava sembrava richiudergli in se, come i limiti di un mondo oscuro. Solo le stelle che punteggiavano la volta celeste sopra le loro teste riuscivano ad indicare che esistevano altri luoghi al mondo, che al di fuori di quella specie di soffocante prigione vi era un mondo ad attenderli. Un mondo in cui non dovevano prestare ogni istante orecchio ai rumori, in cerca di segni di un predatore in attesa nell’oscurità.
Fu ben oltre mezzanotte che Tokran riuscì finalmente a svegliarsi. Occorsero alcuni istanti perché il demone si ricordasse chi erano e dove si trovavano, prima anche di accettare l’acqua che gli veniva offerto. Il demone praticamente la risputo subito. “Sa di… sangue…” dichiaro lo stesso, non del tutto cosciente.
“Ti serve un guaritore!” dichiaro Mara con fermezza, mentre Erik lo tratteneva in sella prima che cadesse, afferrandolo per la spalla.
“S-si… ce… faccioo…” disse lui, con la lingua pastosa per la disidratazione, ma si rifiuto di tentare di bere nuovamente. “Lacciame mirabuona…” fece all’indirizzo del cacciatore, dando una pacca distratta al cavallo di Bred, più gentile di quanto non lo fosse stato sino ad allora con gli equini. O semplicemente, non aveva le forze per spronare la sua cavalcatura più di tanto.
Il demone, in seguito, non ricordo niente della parte finale del percorso. Era andato avanti insieme agli altri, reggendosi in sella più per miracolo, e buona volontà del suo destriero, che per abilità o azione cosciente sua. Più di una volta, Tokran rischio di finire a terra, venendo di volta in volta afferrato al volo da Bred o da Erik che gli si erano affiancati come i sostegni di una colona traballante.
La nebbia dell’alba, insidiosa e fredda, era giunta presto, obbligando il gruppo a rallentare l’andatura per non finire fuori strada. Gli alberi erano diventati fantasmi di ere passate e dimenticate, tornati per avvertire i vivi dei loro errori e diffidargli dal commettergli a loro volta in un silenzio irreale, dove anche il rumore degli zoccoli che battevano aritmicamente sul terreno giungeva ovattato alle orecchie dei viaggiatori.
Erik e Bred avevano tenuto i propri sensi tesi al massimo per tutta la mattina, finche la nebbia non si era diradata, permettendoli di scoprirsi ancora all’interno della palude. Il pensiero che si erano persi in quella nebbia non si limito a sfiorare la mente del giovane cacciatore. Proprio vi si radico saldamente, peggiorando quando il sole raggiunse nuovamente lo Zenit. La fame, la mancanza di sonno ed i dolori che provava in tutto il corpo non aiutavano in questo. Cosi, quando il cacciatore senti un corno suonare, lontano davanti a loro, esso credete si trattasse di un illusione, di un inganno della sua mente provata.
“Avete sentito?” chiese Bred, confermando invece che il suono era reale, e non immaginato come aveva creduto il giovane.
“Sembrava lontano…” commento stancamente il cacciatore, riprendendo per l’ennesima volta Tokran, prima che capitombolasse a terra. La febbre del lupo aveva raggiunto livelli preoccupanti.
“Era lontano e lui si sta disidratando sempre di più…” commento Mara, osservando il sudore che ricopriva al pelle del volto del demone come un velo di umidità, che in alcuni punti si univa a formare una goccia liquida che scivolava via veloce.
“Non so cosa sia più preoccupante, se la disidratazione, o le emorragie…” replico il nano, solido e materiale come la sua ascia. Teneva nuovamente lui in mano il pacchetto in qui aveva posto le zanne strappate al mostro. Le teneva dalla corda, con il braccio sollevato, poiché ogni tanto una goccia del prezioso veleno che si trovava in quelle zanne, stillava fuori dall’involucro di fortuna ricavato da una coperta.
Erik guardo il volto del compagno che stava mantenendo in sella, laddove persino lui stava cominciando ad avere difficoltà a mantenersi sveglio. Un filo esimo di sangue gli colava dalla bocca e dall’orecchio che poteva vedere. *Non faremo mai in tempo…* penso sconsolato, non riuscendo ad impedirsi di pensare che se forse rimasto a cavallo, magari non sarebbe successo.
“Sono preoccupanti entrambi!” concluse Mara. Come il nano, nemmeno la donna sembrava risentire della stanchezza. La danzatrice stava in sella eretta come all’inizio del viaggio, con contegno, e forse una punta di signorile superiorità.
*Ma che ci faccio insieme a questi?* torno a chiedersi il cacciatore, sentendosi fuori luogo.
“Dobbiamo accelerare il passo! Non c’è altro modo!” commento la donna, tirando fuori dai suoi pensieri tetri il ragazzo.
“Ma se ci sono emorragie interne, peggiorerà le cose!” dichiaro Erik, guardando ora la donna, ora il lupo mannaro, dagli occhi vacui.
“Se non arriviamo in tempo, non sopravvive comunque…” replico Bred, più duro di quanto avrebbe voluto. “è un azzardo! Un azzardo che per di più stiamo facendo con la vita di qualcun altro, ma guardalo…” fece, lanciando uno sguardo verso Tokran a sua volta. “…è già più di là che di qua!” Quasi a conferma, fu il fatto che il demone stesso non reagì neanche un po’.
*Sarò io ad avere bisogno di un guaritore…* concluse mentalmente il giovane. “D’accordo, vediamo cosa si può fare per accelerare… “ dichiaro lui. Nessuno dei tre noto un simbolo runico che si illumino sulle spalle dell’armatura del giovane, nascosti com’erano dal mantello da viaggio.




Uh, l’armatura sta diventando sempre più intrigante!
Dopo l’invisibilità, che altro incantesimo gli conferirà? Teletrasporto? Velocità? Volo?
Mi hai incuriosito!
Questo lo vedrai con il tempo…
Mi accordo alla curiosità! O.o
E la mia risposta rimane la stessa. Lo vedrete con il tempo…