Capitolo3: 006
Maggio 6, 2008 di palakin
In quell’istante, per la prima volta nella sua vita, il predatore si rese conto di essere in pericolo. Di avere trovato non in un suo simile, ma in altre creature il pericolo che avrebbe potuto costargli la vita. Fu un pensiero di breve durata, breve come il tempo che l’ascia di Bred impiego per fracassare l’ultimo cranio rimasto integro al rettile.
L’ultimo capo del predatore cadete a terra con un rumore sordo. Erik si aspetto di vedere il rettile scosso da spasmi come quelli che aveva visto negli uomini lucertola, ma non accade. L’intero sistema nervoso dello stesso semplicemente smise di essere nel momento in cui l’ultimo suo cervello si spense.
“Puoi anche tornare visibile ora, sai?” commento il nano, fissando con un espressione compiaciuta il corpo del loro nemico in mezzo alla strada. Ora avrebbe potuto aggiungere uccisore di Idre ai suoi titoli. Faceva sempre bene. “Sto parlando con te Erik!” fece all’indirizzo del giovane, o piuttosto, alla zona di spazio ove si trovava una lama di spada visibile solo per il sangue del rettile che vi correva sopra.
Quando il cacciatore torno visibile, sembrava lui stesso stupito della situazione. Non riusciva ad immaginarsi come avesse potuto fare. Non conosceva nessuna magia simile. Fece per chiedere agli altri due, ma volgendo lo sguardo verso Tokran, lo vide a terra, tornato ad un aspetto quasi umano.
Qualche sfortunata divinità ricevete i complimenti di Bred a quella vista, sottoforma di bestemmie varie. “Cosa diavolo…” fece il nano, rigirando il corpo del lupo. “…l’ho visto in piedi dopo avere abbattuto la testa che stava affrontando…” fece, osservando la pelliccia grigia del demone diventata cortissima sui tratti quasi umani e sofferente.
“è… è stato morso… quando… quando l’idra ci è piombata addosso!” fece il cacciatore, titubante, ora che l’adrenalina che gli scorreva in corpo fino a pochi istanti prima, per il pericolo immediato in cui si era trovato, iniziava a diminuire.
Non vi furono bestemmie da parte del nano questa volta, ma solo una reazione fredda e razionale. “Ci servono i cavalli! Vai a prendere Mara!” dichiaro, indicando la strada, nella direzione da cui era tornato. “Sbrigati!” aggiunse, mentre riprendeva la sua ascia, avvicinandosi al mostro, cosi da mozzargli le zanne.
“Allora? Ti vuoi muovere?” chiese un attimo dopo, mentre alzava la propria arma. “Vuoi che muoia?” domando il nano, un secondo dopo, a movimento compiuto, prima di abbatterla sulla parte superiore di una delle mandibole del rettile. “Sei sicuramente più veloce di me. E sicuramente sai difenderti…” aggiunse. In effetti, anche lui era impressionato da Erik. Non per le stesse ragioni di Tokran, non per la precisione delle frecce, cosa di cui a dire il vero, era in parte all’oscuro, ma per la potenza dell’incantesimo che aveva usato prima. Aveva mozzato come niente due teste a quella creatura, per poi diventare invisibile. Come se forse facile ingannare i sensi di un idra, il suo olfatto da rettile. Eppure, il giovane l’aveva fatto.
“Io… va… va bene!” rispose il giovane, partendo al trotto. Le sue condizioni non gli permettevano di più. Si sentiva tremendamente stanco. I muscoli delle gambe erano rigidi. Avevano ricevuto poco ossigeno rispetto agli sforzi a cui erano stati sottoposti, diversi da ogni cosa affrontata in precedenza. *Sono un cacciatore per pellicce, non di mostri!* fu il suo pensiero, prima di iniziare a chiederci perché diamine il nano stesse togliendo le zanne all’idra.
I tetri pensieri su un ritorno in vita del mostro, cosi come l’idea che il nano volesse un trofeo attraversarono i suoi pensieri, al punto tale che praticamente vide Mara ed i cavalli solo quand’era quasi sul punto di andare a sbatterci contro.
“Dove sono Bred e Tokran?” chiese questa, ricevendo in risposta solo una serie di gesti e respiri affannosi da parte del cacciatore, che indicava la direzione da qui veniva. “Calma! Respira! Sono vivi?” domando lei. Quando lei e Bred avevano sentito il primo fischio del predatore più vecchio, avevano accelerato, ma al secondo Bred era tornato indietro, mentre lei cercava di rassicurare i due cavalli fuggiaschi, ricuperati nel frattempo.
“Si!” fu infine la risposta di Erik. “Almeno credo…” aggiunse dopo un’altra boccata d’aria, provocando le perplessità della danzatrice. “Servono.. i cavalli!” aggiunse infine, indicando di nuovo la direzione da cui proveniva.
Questa volta la donna non ebbe dubbi su come interpretare affermazione e gesto. Uno di loro doveva essere ferito. “Sali!” ordino lei, tagliente. Questa volta gli epiteti furono tutti indirizzati mentalmente al demone lupo, per come aveva trattato i cavalli. Sarebbero andati via tutti e quattro senza feriti se lui non avesse voluto essere cosi testone.
Il giovane tento una prima volta di salire, ma un movimento repentino del cavallo per poco non lo fece ricadere malamente a terra. “Per favore…” fece all’indirizzo dell’animale, con il respiro ancora corto. L’equino volto la testa verso Mara, quasi a chiedergli se davvero doveva accettare, poi rimase fermo, mentre il cacciatore si issava in groppa dell’animale.
Nella palude non si sentirono altri rumori se non quelli provocati dagli zoccoli dei cavalli, mentre i due tornavano verso il luogo dov’era caduto il predatore. Mara spingeva per andare più veloce, mentre Erik aveva a malapena la forza di reggersi in sella.
Il fato, comunque, fu compassionevole con lui a quel punto, poiché davanti a loro scorsero in fretta un cavallo in avvicinamento con Bred che ci camminava accanto, tenendo un fagotto appeso ad una corda, come se il suo odore forse nauseabondo persino per il nano. Tokran, invece, giaceva sul dorso dell’equino. “è stato morso!” taglio corto il guerriero, mentre tendeva la corda che reggeva il pacco di tessuto grezzo verso i due che erano già in sella.
L’odore dello stesso non fu di gradimento dei cavalli, che nitrirono di disappunto. “Le zanne dell’idra?” chiese Mara, afferrando la corda, dopo avere dato al nano le redini del cavallo che era normalmente di Tokran.
“Si! Sai fai l’antidoto?” chiese lui, ricevendo un segno di diniego dalla donna. Sapeva fare molte cose, molte gli erano state insegnate, ma non questa.
Erik non ebbe nemmeno la forza di chiedere cosa c’entrassero le zanne di quel mostro con l’antidoto contro il veleno dello stesso. Esso, come la maggior parte delle medicine atte a guarire dal morso dei serpenti, si basava proprio sul veleno stesso di un serpente della stessa razza di quello che aveva morso la vittima. Nel caso delle Idre, la cosa era più complicata, giacché ogni membro di quella specie aveva un veleno specifico ed unico. Solo le zanne di quell’esemplare avevano lo stesso veleno. Solo attraverso esse era possibile creare l’antidoto contro di esso.
“Dobbiamo raggiungere il prossimo villaggio prima che lui muoia…” commento il nano, lanciando uno sguardo verso il lupo che sembrava volere dare segni di risveglio. Da un lato la cosa era buona. Non sarebbe morto subito. Dall’altra, si sarebbe sentito uno cretino ad essersi preoccupato per il demone inutilmente. *Già! Preoccuparmi per un demone poi… Sarò il primo nano della storia ad averlo fatto.* penso tra se Bred, mentre i cavalli riprendevano il loro cammino.

Piccola correzione. Non è nella prossima scena, ma in quela successiva che Mara si ritagliera la importante…
Tradimentoooo!!!!
Comunque povere le tue divinità… sembrano divinità toscano-livornesi, per come sono interpellate
… :x:
LOL!!!
Coubert mi ha tolto le parole di bocca!
Povero lupetto, comunque!