Capitolo3: 005
Maggio 3, 2008 di palakin
L’ululato che Tokran emise, richiamo il cacciatore alla ragione. Il compagno aveva gli arti superiori incastrati nella morsa ferrea delle bocche di due delle teste di un rettile simile al primo, anche se privo degli aculei del precedente e se la sua pelle aveva colori leggermente diversi, tendenti più ad un verde slavato. Il rettile lancio una delle sue teste, con le fauci spalancate, in direzione di Erik, in modo da ghermire anche lui. Questo prima che un ombra passare affianco al giovane, andando a colpire la fronte della testa del rettile, affondandovi con disarmante facilità.
Il cacciatore fiso istupidito l’ascia che aveva fracassato il cranio dell’idra, che aveva cercato di attaccarlo, prima che un altro ululato, lo richiamasse nuovamente alla realtà. Era però, troppo vicino per usare l’arco, cosi, fece la cosa che gli vene più naturale contro la nuova testa che gli si stava dirigendo contro.
Erik richiamo lo stesso incantesimo, l’unico che conoscesse ad essere onesti, che già gli aveva salvato la vita contro gli uomini lucertola, e lo scaglio nella gola del predatore. La fiamma erutto dalla sua mano con una furia che non aveva molto da invidiare a quella dello stesso predatore, andando non solo ad ardere quella testa e tutta la gola, attraverso al bocca aperta, ma anche un’altra che imprigionava Tokran, tagliandola di netto. Questo permise al demone di piantare rabbiosamente la propria mano artigliata nel cranio della testa che ancora lo imprigionava, attraverso l’occhio sinistro della stessa.
Purtroppo le due teste riarse dalla magia di Erik, ricrebbero in pochi attimi. Solo che l’animale osservo meglio i due che aveva di fronte. Aveva due delle sue cinque teste a terra, ferite mortalmente, in modi che non gli permettevano di farle ricrescere facilmente. Quello da lei morso era ancora in piedi, e da come gli ringhiava contro, era furioso. Il secondo aveva dimostrato di essere in grado di colpirlo con la violenza del fuoco. Egli, però, non era vecchio come il precedente predatore. Non era ancora abbastanza furbo da capire quand’era meglio ritirarsi. Nemmeno quando un bolide si fiondo sull’ascia ancora pianta nella prima testa morta, l’idra si ritiro, limitandosi a fissare la piccola creatura barbuta che lo fissava malevolmente. “Quelli che stai cercando di papparti, bischerone troppo cresciuto, sono dei miei compagni!” dichiaro Bred, con tono di sfida nella voce, mentre il suo cavallo batteva furiosamente il terreno con gli zoccoli, quasi all’unisono con le parole del suo cavaliere.
La risposta dell’idra giunse sottoforma di un fischio velenoso, prima che le tre teste partissero all’unisono contro il nano, essendo l’ultimo ad essersi mosso. Fu un errore, perché Tokran non aspettava altro per sfogare il fuoco che sentiva scorrergli nelle vene. Sentiva il veleno di quella creatura dentro di se, sentiva la parte più selvaggia di se stesso che bramava vendetta per quell’offesa, per quella morte che lenta ed inesorabile avanzava nel suo corpo. Bramava di mettere le zanne addosso al rettile, di assaporarne le carni sotto le scaglie dure come pietra. Bramava la morte del suo aggressore.
Bred, invece, bramava di sopravivere quanto bastava per sgridare quei due. Affrontare un idra in due! *Come si può essere cosi stupidi?* il pensiero gli attraverso la mente nell’attimo in cui si porto a distanza dall’attacco del predatore. L’attimo dopo, quasi il movimento difensivo non forse altro che una preparazione a quello successivo, l’ascia del nano torno ad abbattersi su una delle teste dell’idra.
La mossa si rivelo del tutto inutile, cosi come il successivo tentativo di Erik, con la sua lunga spada. Questa, anzi, forni uno spiraglio al predatore per contrattaccare i suoi avversari con le due teste libere, giacché la terza era impegnata a cercare di sfuggire dalle fauci di Tokran, le quali stavano applicando una pressione tale da fare a pezzi la pure resistente pelle del rettile.
Quello di cui l’idra, nella sua mente animale, non si rese conto, fu dei simboli antichi presenti sull’armatura di Erik, della leggera luminescenza che da essi si spendeva. Dalla sua posizione, Bred non aveva visto esattamente cos’era successo, ma il modo in cui le due teste del rettile fissavano il punto in cui il cacciatore si era trovato fino a quell’istante, per poi guardarsi intorno, il nano potete immaginare che qualcosa era successo. E se si lancio ancora contro il serpente, fu con una certa preoccupazione per il suo giovane protetto.
Entrambe le teste si voltarono verso di lui, soffiando rabbiosamente, prima che una di esse venisse trafitta da un invisibile lama che attraverso il palato, entro nel profondo del cranio del rettile. Insieme al soffio di dolore dell’idra giunse anche l’ululato di esultanza di Tokran, nel vedere la testa della sua preda accasciarsi a sua volta a terra.

Mara! Mara! Mara! Mara! XD
Comunque wow, un’armatura magica??
Arriva, arriva… Aspetta la seconda parte del capitolo, va!
“Bischerone”???
La storia si complica!
Bene bene!!
Ed aspetta il prossimo post… allora potrai parlare di complicazioni… in effetti, comunque, anche la seconda parte del capitolo…