Si era, ormai, apparato ai compagni. Il nano camminava allegro, aperto a tutto. Aveva promesso al suo re di riportarli del bottino e non sarebbe potuto tornare a casa finche non se lo forse procurato. La donna, invece, stava sulle sue, mantenendo una certa distanza. Non sapeva dire con quale intento lo facesse. Se per non provocare malintesi, per non legare con loro perché intendeva andarsene per la propria strada alla prima occasione o se per un’altra ragione ancora.
“Mi chiamo Erik. E lui è Berd.” Si presento il giovane, cercando, se non altro, di interrompere il silenzio.
Ancora una volta, la donna lo squadro con quei suoi occhi magnetici. Sembrava quasi che gli stesse leggendo l’anima. Alla fine sorrise. “Mara.” Si interrupe guardandosi intorno. “Siamo andati troppo lontani…” Cosi dicendo, la donna torno indietro fino ad un albero contorto. “Si, di qua.” Indico, avanzando al limite del bosco, finche non trovo una grossa pietra rotonda. Da lì, con il tacco del piede contro la pietra, parti, dopo essersi orientata con il sole, contando i passi.
Il nano l’aveva osservata fino ad allora con sospetto. “Se fa la commedia, devo riconoscere che è brava.” Disse ad Erik.
“Non credo che stia fingendo. Almeno, non per quanto riguarda quello che ci ha detto…” Berd lo guardo di sottecchi.
“Strano! All’inizio ero io quello che non si fidava. Non che io mi fidi del tutto, certo, ma ora, sei tu quello sospettoso.” Erik non rispose subito, continuando ad osservare la donna, che contava i passi.
“Nel suo sguardo… C’è qualcosa… Poi ha detto che l’accusavano di essere un ammaliatrice, ma non lo ha negato. Credo che abbia veramente capacità magiche.”
I lineamenti del nano si indurirono. “Credi si sia accorta delle tue?”
“Forse…” Erik non ne era sicuro. Non era nemmeno sicuro che si potesse dire che lui avesse veramente capacità mistiche. Sapere usare un incantesimo di base non era poi tanto.
Finalmente raggiunsero il numero predefinito di passi. Mara si guardo intorno, scorgendo subito un cumulo di pietre. Non era passato tanto tempo da quando era venuta l’ultima volta. Mosse le pietre velocemente, rivelando un pannello di legni messi insieme alla meno peggio. Doveva averlo costruito lei, con rami trovati nei dintorni, per impedire alle pietre di schiacciare le sue cose. Sotto al pannello, c’era solo un buco poco profondo, con dentro una borsa consuta. La donna l’estrasse senza apparente difficoltà. Non sembrava poi contenere tanto. I due uomini la osservarono mentre Mara vi frugava, estraendo dopo un istante un paio di scarpe da viaggio e facendo per infilarle.
“Medicati prima!” fece Erik, d’istinto, mentre Berd scuoteva la testa, come se qualcosa lo stesse infastidendo. Il giovane non gli presto attenzione, mentre portava la mano ad una delle tasche dello zaino.
“Senti ragazzino! Non ho bisogno che tu mi faccia da balia o… Ma vuoi piantarla?” protesto la danzatrice, mentre il cacciatore si inginocchiava con in mano un piccolo barattolo di un ungente perlaceo.
“Piantala!” tento di fare lei, prima che Erik ne afferrasse saldamente la caviglia e la sollevava per osservarne la pianta dei piedi. Numerose piccole ferite facevano bella mostra di se, insieme a cicatrici più vecchie di varie grandezze. La donna guardo verso il nano per un istante, ma fu questo a parlare per primo.
“Credo sia inutile che protesti…” commento il nano. “… il ragazzo è fatto cosi!” aggiunse con un sorriso.
In effetti, il ragazzo aveva preso ad applicare il medicinale sulle ferite e senza neanche troppa gentilezza. Se la donna voleva fare la dura, che sopportasse. Questa in un primo momento contrasse l’intera gamba per la sensazione di bruciore che gli proveniva dal piede, ma non emise un lamento. Solo gli occhi bruciavano di rabbia, anche mentre la sensazione cambiava sotto l’effetto delle piante medicinali che calmarono il dolore. Solo, non protesto mentre il giovane passava a curare anche l’altro piede.
“Hai delle bende?” chiese Erik, mentre finiva di applicare il medicamento, ma senza guardare la donna negli occhi. Aveva la strana sensazione che ciò che vi avrebbe visto non gli sarebbe piaciuto. Sentiva tutti i pelli del colo rizzarsi per conto proprio. Ora che era in contatto fisico con la danzatrice, ne poteva avvertire chiaramente il potere. Anzi, aveva l’impressione di avere potere puro tra le mani, primordiale e selvaggio che non chiedeva altro che una scusa per esplodere.
Infine fu la donna a darli un colpetto sulla spalla, porgendoli delle vecchie bende ingrigite dal tempo e dall’uso, cosi come da alcune incrostazioni che non erano state lavate per tempo. Il giovane cacciatore sollevo istintivamente lo sguardo sulla donna. “Ok, lasciamo perdere!” disse, respingendo le bende.
“Cerca di procurartene delle altre alla prossima città!” aggiunse, mentre riprendeva la sua sacca, estraendone delle bende pulite. *Certo che mia madre ha pensato a tutto…* si disse, per un istante mentre fasciava le ferite della donna.
“Se avete finito di amoreggiare…” commento il nano, divertito, incontrando all’istante le proteste di Erik, che arrossiva ed uno sguardo assassino da parte della donna, che si infilo le scarpe, contraendo involontariamente la mascella. Il movimento aveva momentaneamente riacutizzato il dolore. Berd sollevo le mani, poi si alzo dal masso dov’era seduto, movendo la testa in modo circolare per rilassare il colo. “…forse una qualche direzione potremo anche definirla…” suggerì infine, con un sorriso. Quello non era un agguato di briganti. *Peccato…* penso il nano.



